maggio 2014 archive

Al gusto Riesling – parte 2

Ascolto i Coldplay in albergo a Oslo. Ultima sera del mio secondo viaggio qui questo mese. La prima volta, proprio in giro per la Norvegia, avevo scoperto un Riesling neozelandese e ora mi sembra il momento giusto per raccontarvelo.

Ricordi il mio post sul Riesling tedesco? Ecco, ora si parla di Nuova Zelanda. Dall’altra parte del mondo, dove si produce comunque vino e anche questo vitigno straordinario. Il vino più conosciuto di quest’isola è probabilmente il Sauvignon Blanc – prodotto nella zona di Marlborough. Il migliore al mondo per molti esperti e critici. Ma anche il Riesling sta ottenendo grandi risultati, soprattutto nella zona di Nelson. Ho trovato questa utilissima mappa delle zone vinicole, più easy capire di cosa sto parlando:

Map New Zealand

Map New Zealand

Lo stile del Riesling cambia.Ed è sempre affascinate assaggiare e capire come uno stesso vitigno può avere risultati diversi e adattarsi alle caratteristiche delle zone in cui è coltivato. La bellezza del mondo del vino: vario e infinito nelle sue sfumature, da scoprire con curiosità e voglia di trattenere sapori diversi per saperli poi associare ai vari paesi.

Seifried Nelson Riesling 2013

Seifried – Nelson Riesling 2013

Questo è stato un ottimo esempio di Riesling coltivato nella regione di Nelson. Il clima non è come quello della Mosella in Germania. E allora da dove viene la sua mineralità? Dal suolo! I vigneti crescono su terreno estremamente roccioso, in cui il livello di acqua e nutrienti è basso. Queste condizioni fanno sì che la quantità di uve prodotte sia basso e quindi la concentrazione di sapori e aromi è maggiore. E’ un vino molto aromatico e fruttato, in cui si percepisce quella nota di petrolio che subito fanno pensare al Riesling, insieme a lime e acidità minerale ben bilanciata. Io lo amo!!

E amo anche viaggiare per la Norvegia, capitare a Alesund – in mezzo a un fiordo – e scoprire vini della Nuova Zelanda. Il mio naso, la mia bocca e i miei sensi ringraziano ogni volta! E i miei occhi per questo:

Alesund - Norway

Alesund – Norway

Vino e…barba!

Volavo settimana scorsa, tra una città e l’altra della Norvegia. E leggevo. Si sa, quando viaggi fai scorta di magazine e giornali di lifestyle per darti un tono. Poi finisci a leggere quelli di carta riciclata che distribuiscono gratuitamente in metro. Un classico! E fu così, leggendo The Shortlist, mi imbatto in un articolo intitolato così:

Vino e barba

How big is yours?

Curioso no? Il trend della barba è così diffuso che la virilità si misura su questa, invece che su altro…ehm. Moda hipster, ma anche stile di vita. Sta di fatto che l’uomo barbuto è il nuovo sex symbol. Sono un po’ di parte devo ammettere, perchè ho un personale debole per la barba. Faccio parte di quella schiera di persone che sono state influenzate da questo trend evidentemente. E allora ho iniziato a pensare. E qui bisogna fare attenzione! Perchè quando viaggi hai un sacco di tempo, soprattutto se devi fare scali con aerei…e allora ok, un po’ lavori, un po’ leggi, un po’ scarichi email, un po’ ascolti musica, un po’ grazie al cielo esiste WhatsApp. Ma soprattutto pensi! E lì è nato il pensiero di un’etichetta di vino con la barba.

A-Torino-ad-ogni-barba-un-buon-vino-1

A Torino ad ogni barba un buon vino – averelabarba.it

Ho iniziato a pensare se al posto di immagini di donne, o pin up, o tacchi e i soliti riferimenti femminili, ci fosse un uomino barbuto? Non so se funzionerebbe ma attirerebbe attenzione senza dubbio. Non è un’immagine sessuale, ma secondo l’articolo che ho letto, potrebbe contenere sfumature e significati profondi che legano con quella sfera, in qualche modo. Sta di fatto che non ho trovato etichette con la barba, esistenti dico. Bisognerebbe crearla e fare la famosa ‘prova di commutazione’ come insegna la Cosenza nel suo blog Disambiguando (leggete Pubblicità, sessismo e prova di commutazione). Ok, qui non si tratta di pubblicità, ma un’etichetta di vino sempre comunicazione è. E molto importante anche. Quindi mettiamo un uomo (barbuto in questo caso) al posta della donna e vediamo l’effetto che fa!

Ho anche pensato che forse associare vino – alimento – all’immagine di uomo rude e con peli in faccia – sinonimo di poca cura in generale (non per me che la amo sia ben chiaro) – non sarebbe l’idea migliore del mondo. Peli e vino…mmmm

Beh, ecco volevo renderti partecipe di queste riflessioni, sperando di ricevere commenti a riguardo!! E a proposito di articoli sul vino un pò ‘strani’ e che esplorano sensi e gusti diversi, ti segnalo questo Why Some Wine Smells like a Farmyard – letto recentemente e scritto dall mia wine guru. Buon lettura!

Al gusto Riesling – parte 1

Ho la fortuna di avere una cara e competente amica che nella vita fa uno di quei lavori che è anche sulla mia ‘to do list’: compra vino – per un grande distributore inglese. Si occupa di vini tedeschi e austriaci, tra cui uno dei miei bianchi preferiti: il Riesling. Ci siamo ritrovate in fiera a Londra e non potevo perdere l’occasione per degustarne qualcuno, guidata dai suoi racconti di viaggio tra le varie cantine. Luoghi, persone e vino, sta tutto qui!

Christine, me and the riesling tatoo

Christine, me and the riesling tatoo

La classificazione dei vini tedeschi era parte integrante del mio esame di teoria al WSET, quindi sono ferratissima. Ti tocca la sfilza di nozioni ora. Ma è per il tuo bene. Innazitutto, qui sotto trovi una mappa delle regioni vinicole tedesche (pescata qui – blog Enoneoneno). Quelle che mi interessano in questo post sono: Mosella, color arancione, e Pzalz, viola scuro, quindi la parte sud-occidentale. La Mosella è una zona che gode di reputazione storica, soprattutto per vino di altà qualità. Il Riesling che si produce qui è tipicamente leggero, non tanto alcolico, con una acidità molto alta ma bilanciata da un buon residuo zuccherino. Pfalz è invece la regione più secca della Germania e ciò significa anche la più calda. Questo vitigno bianco è, anche in quest’area, il più piantato e produce vini corposi, più ricchi in alcool e zucchero.

regioni-vinicole-tedesche

Le regioni vinicole in Germania

Per quanto riguarda la classificazione, i vini tedeschi di qualità si suddividono in:

  • Qualitätswein, prodotti in una delle 13 regioni designate, poi indicata sull’etichetta
  • Prädikatswein, denominazione che garantisce un’alta qualità. Prevede che venda indicato sull’etichetta il Prädikat, il livello di maturazione delle uve con cui è stato prodotto il vino. Da secco a molto dolce: per intenderci delinea lo stile e sai cosa aspettarti prima di berlo.

Quindi se ti trovi davanti a una bottiglia di Riesling, leggi l’etichetta e vedi di ritrovare una delle paroline che ti elenco qui sotto. I Prädikat appunto sono:

  • Kabinett > vino delicato, leggero, con acidità ben presente e spesso bilanciato con buon residuo zuccherino. Vai di aperitivo!
  • Spätlese > significa ‘vendemmia tardiva’, Riesling con sapori più concentrati, non solo agrumi, ma anche pesca e albicocca. Qualcosa in più insomma.
  • Auslese > vini prodotti selezionando a mano i grappoli più maturi, durante la vendemmia tardiva. Questa categoria è una delle più prestigiose per i vini secchi. Ma esistono anche stili più dolci e spesso provengono da uve affette da botrytis, una muffa che conferisce al vino aromaticità e dolcezza. Si sale!
  • Beerenauslese > vino raro (e costoso di solito) che sa di miele, marmellata e bello corposo. Proviene da uve selezionate e contagiate da botrytis. Un Riesling complesso, dolce ma con note anche rinfrescanti. Per viziarsi un po’!
  • Eiswein > quello che gli inglesi chiamano IceWine. Un vino che proviene da uve lasciate sulla vite molto a lungo, fino al periodo invernale in modo che possano congelare. L’uva, molto matura e ghiacciata, viene pressata ottenendo un liquido ricco di zuccheri ma anche di aromi naturali. Riesling ricco, concentrato e cremoso!
  • Trockenbeerenauslese > non è una parolaccia. E sì! ci ho messo 10 minuti a scriverlo correttamente…E’ un vino dolce, da dessert, prodotto in piccole quantità. Solo nelle annate migliori tra l’altro, quindi molto raro, speciale e costoso. Ha residui zuccherini molto alti ma di solito sempre bilanciati da una buona acidità.

Dopo tutta questa teoria, passiamo alla pratica! Ho assaggiato tre vini, che vi racconterò volentieri. Il primo è questo:

Riesling trocken

Naegele Fass No. 98 Riesling Trocken 2013, Pfalz

Trocken significa secco. E proviene dalla regione Pfalz, che produce i migliori Rieslieng secchi in Germania. E’ un vino aromatico, anche se al naso non sembra, ma poi esplode in bocca: lime, agrumi e mele. Secondo me è perfetto come aperitivo. La cantina Naegele nasce nel 1796, più di due secoli di storia e tradizione legata al vino. Ora sono Eva e Ralf, settimana generazione di enologi, che guidano i giochi in cantina.

Poi sono passata alla Mosella:

Mosel 2008

Max Ferd Richter Veldenzer Elisenberg Riesling Kabinett 2008, Mosel

Molto minerale, aromatico, fruttato anche. Super bilanciato tra acidità e mineralità. Dal 1680 che la cantina Max Ferd Richter produce Riesling nella Mosella, anche qui tradizione che si tramanda e racconta una storia centenaria su come fare vino in famiglia. Affascinante quanto buono!

Ultima perla dalla Mosella:

Beerenauslese

Von Alten Reben Riesling Beerenauslese 2010, Mosel

Prodotto in piccolissime quantità in una cantina che sembra un’abitazione normale, sperduta nella campagne della Mosella. Il vino è dolce ma bilanciato, con note che sanno di miele e albicocca matura. ‘Abbraccia’ la bocca quasi e lascia una sensazione di dolcezza che non da fastidio, anzi ti viene voglia di berne un altro bicchiere!

Questo è stato il mio ‘viaggio’ in Germania. Ma presto vi racconterò anche la seconda parte: un viaggio in Norvegia per scoprire Riesling neo zelandesi…tutto un programma!