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Riassumendo Vinitaly 2014, a modo mio

VinitalyVinitaly è arrivato e finito anche quest’anno. Oggi ultimo giorno della mia terza edizione. Nel complesso è stato molto pieno, interessante, lungo, divertente, stressante…e ricco di novità come ogni anno ormai! Sotto tutti i punti di vista, anche quelli più inaspettati. Ieri sera ho dormito 3 ore, forse…forse meno. Ora mi trovo a Firenze, stanca e irritata dato che sotto la finestra della mia stanza è in corso un rave party in pratica. Preparo un secchio. Domani mattina mi aspetta una conferenza a Palazzo Vecchio, ovviamente levataccia. Penso che se potessi dormirei una settimana con tutti questi arretrati. Davvero. Comunque tornando al Vinitaly, riassumerò a modo mio la trasferta veronese di quest’anno: (altro…)

Può un commerciale essere romantico?

Son sopravvissuta al primo Prowein della mia vita. E bene anche, solo con qualche ora di sonno arretrata. 8 ore di sonno in due giorni, vedi tu! Della Germania ovviamente ho la stessa idea e immagine di prima: IL NULLA. Visto l’aeroporto di Düsseldorf e la fiera, un ristorante libanese in centro, 3 taxi e un albergo. Quando si dice ‘viaggiare per lavoro è bello’…direi più ‘ho fatto una capatina’, e basta. Ah, zero foto tra l’altro.

E’ un evento enorme. Rimpiango il poco tempo, dato che non ho potuto esplorare come avrei voluto altri padiglioni, paesi e scoprire novità. Ma il lavoro è lavoro, soprattutto in fiera. Bello però avere quella mezz’ora per gironzolare e salutare altri produttori (gli immancabili, quelli che sai che incontrerai), altri commerciali viaggianti (come me) e anche andare a scovare quelli nuovi. Uno dovevo trovare e l’ho trovato! Chissà se un giorno avrò il piacere di scrivere su di lui.

La mia zona è stata l’Italia. Padiglione gigamega, stand grande come la mia stanza da letto. Ma ce la siamo cavata! Tanti i nordici (scandinavi per intenderci) incontrati e ogni volta che assaggiano un vino li scruto attentamente. C’è a chi piace tutto, a chi non piace niente, chi non assaggia perchè è solo il marketingdevelopernonsocosa e non la ‘wine person’ dell’azienda…beh ma che vieni a fare allora? ah sì, a parlare dei vini SU MISURA che vuole il monopolio.

E qui nasce la riflessione che ha ‘tormentato’ la mia presenza in fiera. Non solo per i (altro…)

ProWein 2014, partiamo bene!

Prowein 2014Tra meno 4 ore sarò in partenza per il Prowein, una delle fiere del vino più importanti in Europa. L’aura di ansia generale intorno a questo tipo di fiere mi destabilizza sempre un pò. E’ tardi, ho appena finito di fare una sorta di borsa con un cambio, ho calcolato i liquidi per il volo (odio odio e odio), sincronizzato l’ipad, cercato di capire se ho tutto (mancherà sicuro qualcosa nonostante le 3 liste, me lo sento). Chiedimi quanta voglia ho di prendere un taxi alle 4.30 del mattino per l’aereoporto? Mooolta ovviamente. Anche perchè uno svedese mi ha confermato un appuntamento mezz’ora fa. Ma loro non erano quelli organizzati?! Mah.

Comunque, nonostante tutto, sono carica. Pronta no, ma curiosa e ho voglia di sperimentare il mio primo Prowein in assoluto! Ti terrò aggiornato su come tornerò a Londra. Parto positiva, non posso che tornare positiva.

Tutta questa ‘ansia fiera’ mi ha fatto venire in mente un articolo di Gianluca Diegoli, che ho letto poco tempo fa sul suo blog http://www.minimarketing.it. Parla proprio di fiere in generale, non legate al vino, e delle affinità di queste coi social media. Esilarante quanto veritiero. Lo trovi cliccando qui, devi leggerlo se vuoi farti due risate.

Non riesco a togliermi dalla testa il punto 2: “i commerciali, tutti li evitano come la peste”. Partiamo bene!