Può un commerciale essere romantico?

Son sopravvissuta al primo Prowein della mia vita. E bene anche, solo con qualche ora di sonno arretrata. 8 ore di sonno in due giorni, vedi tu! Della Germania ovviamente ho la stessa idea e immagine di prima: IL NULLA. Visto l’aeroporto di Düsseldorf e la fiera, un ristorante libanese in centro, 3 taxi e un albergo. Quando si dice ‘viaggiare per lavoro è bello’…direi più ‘ho fatto una capatina’, e basta. Ah, zero foto tra l’altro.

E’ un evento enorme. Rimpiango il poco tempo, dato che non ho potuto esplorare come avrei voluto altri padiglioni, paesi e scoprire novità. Ma il lavoro è lavoro, soprattutto in fiera. Bello però avere quella mezz’ora per gironzolare e salutare altri produttori (gli immancabili, quelli che sai che incontrerai), altri commerciali viaggianti (come me) e anche andare a scovare quelli nuovi. Uno dovevo trovare e l’ho trovato! Chissà se un giorno avrò il piacere di scrivere su di lui.

La mia zona è stata l’Italia. Padiglione gigamega, stand grande come la mia stanza da letto. Ma ce la siamo cavata! Tanti i nordici (scandinavi per intenderci) incontrati e ogni volta che assaggiano un vino li scruto attentamente. C’è a chi piace tutto, a chi non piace niente, chi non assaggia perchè è solo il marketingdevelopernonsocosa e non la ‘wine person’ dell’azienda…beh ma che vieni a fare allora? ah sì, a parlare dei vini SU MISURA che vuole il monopolio.

E qui nasce la riflessione che ha ‘tormentato’ la mia presenza in fiera. Non solo per i nordici, costretti a regole dal monopolio (più zucchero c’è, meglio è – per dare un’idea…), ma in generale è un pensiero che mi affligge ogni tanto. Penso di avere, o di aver sviluppato, una visione romantica del vino. E per romantica non intendo che vedo cuoricini in ogni dove e che penso al vino solo come bevanda per ‘intortare’ (come si dice in Romagna, ti lascio immaginare cosa voglia dire, non è difficile).

La mia visione romantica è quella del vino buono e genuino, del vino locale, fatto con amore, con la passione e la saggezza che solo chi lo fa da anni o da generazioni può avere. Il vino fatto con le mani, che curano i vigneti, potano il superfluo e sanno cosa crescerà l’anno dopo. Il vino che viene dalla terra, curata e rispettata. Il vino passa nelle botti, poi in bottiglia e una volta nel bicchiere, stupisce! Poi lo bevi e sa della terra da cui proviene, oppure è schietto come le persone che abitano quella terra. Magari è dolce e raffinato come il carattere di chi lo fa. Insomma, il vino per me deve riunire tutte queste cose. Se ci riesce è poesia e stupore, soddisfazione dei sensi ed esperienza della storia che c’è dietro.

Quando vendo vino, cerco di comunicare tutto questo (se possibile). Per me è importante vendere, ma ho la sindrome da ‘tutto e subito’. Ti piace, ok compri. Che sarebbe perfetto e ideale! Ma per arrivare a questo punto, vorrei sempre far capire cosa c’è dietro. Condividere la storia di un vino o lasciare che una degustazione sia un’esperienza vera e propria. Vorrei portare la terra, le mani e la passione all’estero, dove probabilmente non sanno neanche di quale regione stiamo parlando. Questo fa di me una commerciale anomala?

A volte penso di sì (se mi guardo intorno soprattutto). Ma non una cattiva commerciale. Se per vendere ci si mettesse il cuore, penso che i risultati arriverebbero comunque. E più a lungo termine anche. Le persone sanno riconoscere la passione, se si fidano del tuo entusiasmo è fatta! Se si ricordano di te, si ricorderanno anche dei tuoi vini! Se sei pure simpatic@ tanto meglio. Per questo trovo frustrante parlare di vino a chi mi chiede vino SU MISURA. Ok, quello è puro business, capisco. Serve anche quello, anzi ci fa vivere. Ma, da romantica del vino, faccio fatica a mandarlo giù. Faticoso pensare che si beva vino da qualche parte del mondo solo perchè c’è qualcuno che ha deciso per te, che l’ha ‘costruito’ per te, perchè la ricerca di mercato diceva così…toglie la poesia o no??

Comunque, come in tutte le cose bisognerebbe trovare il giusto equilibrio. Ci lavorerò sul fatto di diventare più ‘commerciale d’attacco’, ma con la mia visione romantica sempre a portata di mano. Ora, siccome non ho manco una foto della fiera, ti lascio una serie di foto raccolte durante mie peregrinazioni vinicole e ti lascio con questa riflessione: ma io dico, come si fa a non pensare alla magia del vino quando ti trovi davanti a queste cose?

Hush Heath Estate, Kent (UK) – vigne di Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier

Hush Heath Estate_Kent

Hush Heath Estate in Kent UK

Hush Heath Estate2

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Bodega Rubicon, Lanzarote (Islas Canarias) – vigne di Malvasia su terreno vulcanico

Vinas lanzarote

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Vinas Lanzarote2

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E infine, per chiudere in VERA bellezza, non poteva mancare la ROMAGNA. Vigne di Sangiovese, nella Valle del Bidente, e raccolta di questo oro rosso. That’s amore!

La Romagna

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Vigne in Romagna

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Sangiovese di Romagna

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E chiudo, con i due ricordi più significativi di questo ProWein: una visione – inglesi che mangiano hamburger e pinta di birra alle 6 della mattina in aeroporto a Heathrow (come si fa a non amarli?!) – e una frase che mi è stata detta, ‘sei una bella persona’. Queste son le vere soddisfazioni!

Più commerciali romantici per tutti, anyway!

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