Comunicare il vino: immagine ed etichetta

Se non conosci un vino sullo scaffale, cosa ti convince a comprarlo? Il prezzo certo, ma poi è l’occhio che sceglie! Non puoi negarlo. Quante volte ti sarà capitato di essere attratt@ dall’etichetta? A me tante. E’ normale, degustare un vino coivolge tutti i sensi: gusto, olfatto, tatto, vista. E poi anche aspettative e cultura personale. E’ un’esperienza che si rivolge a diversi punti di vista, accomunati dal fatto di voler comunicare il vino.

L’etichetta, e il pack in generale, è marketing puro. E’ il vestito del vino, che se ben indossato si fa notare e cattura l’attenzione. Può emozionare, colpire e convincere così a comprare. Dietro un’etichetta spesso cerco un significato, una storia  o semplicemente un senso al vino che sto comprando. Se non so nulla del vino, le forme, i colori, i materiali diventano dei simboli o dei messaggi. Comunicare il vino dunque, attraverso la sua immagine e i suoi valori al di là della bottiglia…senza ancora averlo assaggiato.

Intendiamoci, io ancora sono dell’idea che il vino deve essere buono. Può esserlo anche con un packaging orrendo. Però (c’è un però!) credo anche che il vino sia emozione. Per essere coinvolta nell’esperienza totale, l’immagine e il modo di comunicare il vino sono essenziali!Poi se il vino è anche buono, l’innamoramento è andato a buon fine!

L’immagine è talmente importante che ci sono cantine nel mondo che adattano il packaging a seconda del paese in cui vendono un vino. Il prodotto è lo stesso, ma la comunicazione cambia e si adatta a standard, idee e mentalità diverse. A questo proposito, ti consiglio un articolo della mia guru del vino Madeline Puckette, “Same Wine, Different Label: Which One is Better?” sul suo blog Wine Folly.

Durante le mie peregrinazioni di vino, ho raccolto qualche foto di etichette e packaging. Queste qui sotto sono tra le mie preferite: Matsu Organic Wines. I valori della cantina sono comunicati immediatamente. Tre generazioni a confronto, la storia del vino dal nonno al nipote sottolineando l’idea di famiglia e tradizione che va verso il futuro.

Matsu label

Matsu Organic Wine – clicca sulla foto per ingrandirla

Matsu label 2

Matsu Organic Wine – clicca sulla foto per ingrandirla

I materiali semplici ma anche ricercati, quasi barocchi. Regalano un’esperienza al tatto, sentire il vino attraverso l’etichetta. Dalla carta rustica, naturale, con colore caldo che sa di terra: Coste di Moro. Passando poi ad un vino russo (impronunciabile!) con etichetta elegante, bianca e pura, con drappeggio in rilievo.

Coste di Moro organic

Coste di Moro organic – clicca sulla foto per ingrandirla

Russian wine

Russian wine – clicca sulla foto per ingrandirla

Poi ci sono etichette abbastanza immediate e intuitive. Non ti puoi sbagliare insomma! E altre con nomi equivoci, maliziosi…soprattutto nelle mie zone, poi non so nel resto d’Italia!

A bottle of red

A bottle of red – clicca sulla foto per ingrandirla

Soffocone wine

Soffocone wine – clicca sulla foto per ingrandirla

E chiudo, con packaging scovati in Norvegia…alquanto azzardati, secondo me. Troppo rosa, troppa religione e troppo Amore!!!

Vino dell'amore

Vino dell’amore – clicca sulla foto per ingrandirla

Amorino

Amorino – clicca sulla foto per ingrandirla

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