Pagadebit, più autoctono non si può!

Sono stata a Bristol ieri, per un ‘evento degustativo’. La città del ‘cartonicino bristol’, proprio lei! Dirai, cosa c’entra col Pagadebit? C’entra, perchè è stato il vino più apprezzato dai bristoliani (bristolesi? Boh). Non ho avuto molto tempo per fare la turista, ma ecco uno scatto rubato mentre correvo.

Bristol_Pagadebit

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E qui il Council City House, dove si teneva l’evento:

Bristol tasting_pagadebit

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Lo so che può sembrare di parte, lo è in effetti. Ma ti parlerò del Pagadebit di Romagna: è stato (con mi grande gioia!) un successone, è buono ed è romagnolo. What else?

pagadebit

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Questo vino anche se ancora poco conosciuto in UK, sta guadagnando terreno. La Romagna conquisterà anche loro, ne sono certa. Il Pagadebit è un vino locale, autoctono: racconta un pezzo della storia di Romagna e delle sua tradizione contadina. Già il nome deriva da un’espressione dialettale che significa ‘pagare i debiti’, questo perchè il vitigno è particolarmente produttivo e inoltre può resistere alle peggiori condizioni climatiche. Così, i contadini potevano contare su questo vino per pagare i loro debiti.

In inglese la traduzione è ‘debt payer‘. Ma c’è un problema di pronuncia, almeno io ce l’ho! Perchè debt (debito) si pronuncia /det/ – bella secca la t finale! E NON deth (lingua tra i denti per intenderci. Quello vuol dire ‘morte’ – death /deθ/. E non è bello credimi, la gente ti guarda perplessa e decide manco di assaggiarlo il tuo vino. Fidati, così non ne vendi neanche una di bottiglia!!

Tornando a noi, il Pagadebit di Romagna ha ottenuto la denominazione DOC alla fine degli anni ’80 e il vino deve essere ottenuto per l’85% da bombino bianco. Questo è il principale vitigno, coltivato prevalentemente nella provicia di Forlì/Cesena. Cuore della Romagna!

Se ti capirà, come spero, di berlo noterai delle sfumature verdoline facendolo girare nel bicchiere. E’ normale, è lui! Lo annusi e la prima cosa che ti viene in mente è un campo di fiori appena fioriti, hai presente? Poi questo è quello che dovresti sentire in bocca: uva (e non è così scontato a volte!), mela gialla e agrumi. E’ aromatico, erbaceo, delicato e fresco, di solito. Io più ci penso, più mi viene voglia di una frittata con gli asparagi!

Se ti capirà, come spero, di berlo poi vorrai venire in Romagna a bere quello vero, quello locale, quello tradizionale. Ti ho convinto? L’etichetta del Pagadebit che vedi in foto appartiene alla cantina Poderi dal Nespoli, che ti suggerisce qui altri abbinamenti se vuoi. La cantina si trova nella Valle del Bidente, vicino a Cusercoli, ed è visitabile, quindi approfittane! (ah, piccola ndr io lavoro per loro, anche)

Poi c’è una cosa che non mi da pace. Gli inglesi definiscono il Pagadebit ‘Crisp and characterful’. Ora, come lo traduco ‘Crisp’ – Croccante? Ok, è un vino croccante!

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