Riassumendo Vinitaly 2014, a modo mio

VinitalyVinitaly è arrivato e finito anche quest’anno. Oggi ultimo giorno della mia terza edizione. Nel complesso è stato molto pieno, interessante, lungo, divertente, stressante…e ricco di novità come ogni anno ormai! Sotto tutti i punti di vista, anche quelli più inaspettati. Ieri sera ho dormito 3 ore, forse…forse meno. Ora mi trovo a Firenze, stanca e irritata dato che sotto la finestra della mia stanza è in corso un rave party in pratica. Preparo un secchio. Domani mattina mi aspetta una conferenza a Palazzo Vecchio, ovviamente levataccia. Penso che se potessi dormirei una settimana con tutti questi arretrati. Davvero. Comunque tornando al Vinitaly, riassumerò a modo mio la trasferta veronese di quest’anno:

  1. social web Prima di partire leggo questo articolo: Il vino è digital? Dall’export ai sommelier su Twitter, tutte le novità per Vinitaly, sul Sole 24 Ore. Questo ha creato in me aspettattive, dato che si parla di apertura digital ai mercati emergenti, di rilancio dei consumi in Italia, della comunicazione innovativa per il mercato enologico. Di hastag, Istagram, Facebook, Twitter. Non solo anche di concorsi per blogger. Ecco, visto nulla di tutto questo, tanto meno sentito. Anzi, come tutti gli anni la connessione inesistente, telefoni fuori uso. Ritorno ai vecchi sms e esclusione dal mondo web. Paradossale e un pò frustrante, se si vuole comunicare #live, raccontare #live. Poi è vero anche che di tempo ne ho avuto ben poco, ma questa è la sensazione.
  2. I fortunati che una connessione ce l’avevano, come il wifi al Padiglione Sicilia ad esempio, si sono fatti sentire online, ma ben pochi con contenuti di un certo tipo e interesse. Le foto della bottiglia sullo scaffale hanno stufato un pò tanto per intenderci. Autocelebrazione che inizia e finisce lì.
  3. Ho incontrato Angelo Gaja. In centro a Verona, zona ponte pietra, e il mio Vinitaly poteva finire lì, davvero. Un personaggio, se no IL personaggio del mondo del vino. Artigiano del vino con passione. Simpatico e cordiale. Parlando ha subito toccato il punto: il vino deve essere emozione, esperienza emozionale. Deve coinvolgere e far sentire il consumatore importante, offrire qualcosa in più dentro al vino, quando si beve e quando si vive.
  4. Renzi è venuto stamattina a farsi un giretto a Vinitaly. Aveva sete, passava di lì…che vuoi fare? Per questo, l’hangover non lo porterà a essere a Palazzo Vecchio domani, qui a Firenze. Peccato, avevo già pronta una bottiglia di sangiovese di romagna per lui, per un deal chianti/romagna?!? mmmm…
  5. Ultimo punto riguarda le persone incontate in fiera, che come ogni hanno FANNO il Vinitaly (e la voglia di andarci). Amici, altri produttori, colleghi che non vedo mai, quelli che vedo e non mi stanco mai, clienti (anche se non tutti, ovviamente), clienti nuovi, insomma le persone che lo rendono sempre affascinante anche se delirante.
  6. Ultimissimo davvero…il regalo più bello ricevuto a questo Vinitaly: una madonnina piena di acqua santa di Lourdes. Non so se ridere o piangere, ma magari serve. E’ lì in valigia….vedremo.

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