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Verticale di Albana: Arcaica di Paolo Francesconi

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Cari amici di Vivo di Vino, in questo articolo vi racconto la mia esperienza di degustazione, relativa alla verticale di Albana Arcaica prodotta da Paolo Francesconi, a Faenza. Se volete sapere quali altre realtà vitivinicole visitare in quella zona, ve lo consiglio nell’articolo “5 cantine da visitare in zona Faenza“. Inoltre, potete leggere la breve intervista proprio a Paolo, in questo articolo, per capire la sua filosofia di viticoltore.

Arcaica Vino Bianco dal 2018 al 2011

Paolo racconta in degustazione verticale, dal 2018 al 2011 (in anteprima), l’evoluzione della sua Albana. Lo stesso vino, che nasce dall’espressione di questo territorio ai suoi massimi livelli, bevuto sulle diverse annate: è affascinante capire come e quanto il tempo incida sul vino. Fare esperienza del passato, attraverso il vino, è uno dei momenti che preferisco quando degusto.

degustazione arcaica albana

Il nome Arcaica si riferisce al tipo di vinificazione del vino bianco sulle bucce, in macerazione. E’ un metodo antico, portato avanti dai contadini di una volta, quando macerare il vino era normale e non “di moda”. E’ prodotta secondo un metodo artigianale, dall’agricoltura biologica ispirata ai principi biodinamici, fino in cantina con la macerazione sulle bucce che dura 60 giorni, a parte per l’annata 2018 che è di 90 giorni. Questo tempo a contatto con le bucce permette al vino di sviluppare un tannino più complesso e meno aggressivo. Anche la zona di provenienza è importante: tra Faenza e Marzeno, propone suoli formati da argille rosse e calcaree. E’ una zona calda, dove l’uva può maturare bene e dare vita a vini non aggressivi, con gradazioni alcoliche non alte e di grande equilibrio.

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Siamo partiti dall’Albana più giovane, l’annata 2018 in anteprima, fino ad arrivare all’annata 2011. Paolo ci confida che pensava di aver terminato tutte le bottiglie, per poi trovarne una in cantina che ci ha permesso di aprire. E per fortuna!

In linea generale, le annate si sono mantenute tutte senza grossi “appiattimenti” di stile o di gusto. Il filo conduttore è senz’altro la nota salina che si ritrova in tutti i calici, caratteristica del territorio. La matrice acida dell’Albana è riconoscibile in bocca, anche se alla vista il colore molto scuro e carico (dorato e in alcuni casi quasi aranciato) spinge a pensare ad un gusto più rotondo, se non dolce. Sono d’accordo con i miei compagni di degustazione, nel definire queste diverse annate: equilibrate, croccanti e complesse.

Verticale di Albana Arcaica: le quattro annate preferite

  • 2016: l’annata più bella in vigna, 60 giorni di macerazione sulle bucce. Colore intenso ma non esagerato. Sentori di vaniglia al naso e un sorso che migliora lasciando il vino nel bicchiere, a decantare.
  • 2015: un’annata calda, 60 giorni di macerazione sulle bucce. Colore intenso e naso molto ricco e morbido. Inbocca grande equilibrio e un’acidità ancora buona che mantiene il sorso.
  • 2013: forse la mia preferita di Arcaica. Naso balsamico e un sorso mantenuto benissimo: note di agrumi, elegante e leggermente amaro sul finire per bilanciare la bevuta.
  • 2011: impressionante! E’ un’Albana che regge il tempo, non c’è che dire. Al primo sorso non mi aveva colpito molto, ma rimanndo nel bicchiere, prendendo aria, migliora notevolmente. Un colore dorato molto bello, naso pieno (dopo circa 15/20 minuti nel bicchiere), in bocca si riconosce un’annata calsa, ricca e concentrata. Ben equilibrata e mantenuta
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Conclusioni

Una verticale che non mi aspettavo: siamo abituati a credere (soprattutto in Romagna) che i vini bianchi non si prestino a lunghi invecchiamenti in bottiglia. Ma non è sempre così, e soprattutto per l’Albana che può sviluppare evoluzioni terziarie importanti. Raccontatemi nei commenti le vostre degustazioni verticali, soprattutto di bianchi! Sarei curiosa di saperne di più.


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