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Vini dolci e passiti: 4 abbinamenti che non ti aspetti!

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Cari amici di Vivo di Vino, oggi parliamo di vini dolci e passiti ma soprattutto vi racconto come potete abbinarli. Se pensate che i vini dolci e passiti si possano apprezzare solo con i dolciumi, rimarrete sorpresi scoprendo che in realtà è concesso anche azzardare. Dipende ovviamente sempre dal gusto personale.

Questo stile non è popolare come i vini secchi: difficilmente berremmo una bottiglia di passito ogni sera a cena. Sono vini ‘da occasione’, a volte considerati un pò démodé, o solo per palati fini ed esperti. Personalmente, avendo un gusto molto più ‘secco’, non li considero come prima scelta per una bevuta. Ma devo dire che li provo sempre volentieri quando c’è un’occasione speciale, o per accompagnare dolci o formaggi. La curiosità prima di tutto!

Rimaniamo in Romagna, dove ho scoperto ultimamente alcune piacevolissime perle in termini di vini dolci e passiti. Ve ne racconto 4 qui di seguito, due bianchi e due rossi, con gli abbinamenti da provare assolutamente.

Un grande classico: Albana di Romagna Passito

Ormai avrete capito il mio interesse per l’oro di Romagna, l’Albana! Ve ne ho parlato anche nell’articolo sulla Verticale di Albana Arcaica di Francesconi, e intervistando il Master dell’Albana 2019, Gilles Coffi Degboe. Per chi ama i vini passiti, questo vitigno regala grandi e piacevolissime sensazioni, tra morbidezza ed eleganza. L’albana è un autoctono speciale per la Romagna, il primo vino bianco in Italia a ricevere la DOCG nel 1987.

Tra le tantissime e validissime proposte, di vari produttori della zona, io vi consiglio di provare l’Albana Passito di Monticino Rosso, dalla zona di Imola. Nasce solo nelle annate migliori, quando le condizioni sono ideali per mantenere un’alta qualità dei grappoli. Questi infatti sono lasciati appassire sulla pianta e raccolti dopo essere stati attaccati dalla botrytis, o muffa nobile (vedi Glossario).

Già dal colore ve ne innamorerete: oro brillante! Poi al naso e in bocca sprigiona una grande complessità aromatica: frutta secca, agrumi, albicocche mature, spezie dolci e note balsamiche di eucalipto. Insomma, un vino seducente e morbido, dolce ma con grande equilibrio data la freschezza sul finale, con note di cedro, mandarino e pesca gialla. La tipica dolcezza che non stanca. Se siete curiosi di provarla, la trovate su Callmewine a €19,00 (bottiglia da 0,50lt).

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Abbinamento: se non ‘pucciate’ gli scroccadenti o la ciambella nell’Albana non sate vivendo la vera esperienza romagnola! Vi consiglio dunque della biscotteria secca, ma anche una buona ciambella alle mele ad esempio. Date un’occhiata alla ricetta della Ciambella di mele con crumble di nocciole, di Chiara de La Cucina dello Stivale. L’ho provata qualche giorno fa ed è facilissima e deliziosa: il comfort food adatto a questo clima autunnale. Se poi volete osare, abbinate l’albana passito a del formaggio erborinato (‘muffato’) come il gorgonzola. Penso ad un fine pasto accompagnato da crostini con gorgonzola e noci, oppure fichi, e un bel calice di passito servito fresco, sui 12-14°C. Non avete già l’acquolina in bocca?!

gorgonzola e albana passito

Foto tratta da www.gqitalia.it

Una scoperta: bianco passito da uve Famoso

Questa è una chicca vera e propria. Il passito da uve Famoso non è così facile da trovare in Romagna, ma potete provare quello di Tenuta Lovatella: Lume a Marzo, vino bianco da uve passite. L’uva Famoso è detta anche “Uva Rambela” ed è un vitigno riscoperto negli ultimi anni, dopo un periodo di abbandono. Produce vini semi-aromatici, con profumi e sapori molto simili al Moscato: note dolci, floreali, di frutta esotica e matura. Conoscevo la versione secca, ma il passito è stato per me una vera scoperta!

Lume a Marzo è prodotto nella zona di Faenza (RA). Non saprei dirvi dove acquistarlo online (non l’ho trovato!), ma forse ha senso recarsi direttamente in cantina dai produttori: Tenuta Lovatella. Il costo per una bottiglia da 0,50lt è di circa €13,00. Si tratta di una piccola produzione di 500 bottiglie, che regala un vino dolce ma freschissimo, con note di miele, frutta gialla matura, agrumi e un finale molto speziato. Uno stile equilibrato e vibrante, per chi ama i vini dolci ma non troppo!

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Abbinamento: sorseggiando questo vino, servito fresco sui 12-14°C, penso a tutto una serie di formaggi freschi romagnoli, come il Raviggiolo e lo Squacquerone. L’acidità e al contempo la morbidezza dolce si sposa benissimo con la delicatezza del primo e la grassezza del secondo. Oppure, osate l’accostamento con la zucca, che è anche di stagione ora, nella versione Pumpkin pie (torta alla zucca). La dolcezza dell zucca, unita alle spezie come zenzero e cannella, si sposa molto bene con questo passito morbido e sapido allo stesso tempo.

Famoso passito e Pumpkin-pie

Foto tratta da www.tavolartegusto.it

Romagna vera: la Cagnina

Quanti di voi, non romagnoli, hanno mai assaggiato la Cagnina? E’ un vino rosso diverso dal solito: sicuramente dolce, ma stemperato da una buona acidità e sentori vinosi e tannici. E’ il vino della vera Romagna contadina! Bevuto fresco di vendemmia, ancora giovane, con il suo retrogusto aspro e quasi ‘mordente’. Da qui il nome Cagnina, cane che morde, che suggerisce questo sapore corposo e dolce, ma anche inteso e forte che può ‘mordere’ il palato…e la testa, se bevuto in quantità!

L’autentica Cagnina di Romagna DOC si può produrre solo nelle zone di Ravenna e Forlì-Cesena. Deve contenere almeno 85% di uve Terrano (detto anche Refosco), vitigno originario della Dalmazia portato a Ravenna dai Bizantini nel XIII secolo. Vi consiglio di provarne una della zona di Bertinoro, anche se le proposte sono davvero molte. Ci sono tante piccole cantine che la producono anche sfusa, come una volta, così passando direttamente dal produttore potete riempire le bottiglie o i fiaschetti. Uno su tutti a Bertinoro, lo storico produttore Celli: la sua Cagnina è disponibile in vendita diretta, ma anche online al prezzo di circa €7,00 a bottiglia.

Abbinamento: un super classico, le castagne arrostite. E’ la tipica serata autunnale: davanti al camino a cuocere caldarroste e bere Cagnina servita fresca o a temperatura ambiente. Oppure è da provare assolutamente con la schiacciata all’uva (qui la ricetta facile facile di TavolarteGusto!). La focaccia dolce della tradizione toscana, e popolare anche nelle zone di confine romagnole, si sposa bene con il sapore dolce ma allo stesso tempo aspo e acidulo della Cagnina.

Cagnina e Schiacciata con uva

Foto tratta da www.tavolartegusto.it

Autoctono e passionale: Centesimino passito

Anche il Centesimino è una vera chicca di Romagna. Vitigno a bacca rossa autoctono e strettamente legato al territorio e ai produttori della zona di Oriolo, nel comune di Faenza, che credono fortemente nella sua riscoperta. E’ conosciuto anche come Savignon Rosso, probabilmente perché in passato non conoscendone la provenienza si cercava di collegarlo a qualche vino francese, innalzandone la percezione.

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Oggi il Centesimino è prodotto da poche selezionate cantine, nelle tre versioni: secco e giovane, affinato in legno e il passito. Ecco, io definisco la versione passita come vino passionale! E’ profondo, caldo e molto aromatico. Un intreccio di frutta rossa matura, note di cioccolato e spezie. Un vino sicuramente dolce, ma dove i tannini mantengono corpo e bevibilità. Vi consiglio di assaggiare quello di Leone Conti: Emozioni “Lato R”. Maturato 30 mesi in barrique, è un vino molto intenso, ricco e avvolgente. Mi ricordo bene il profumo di marasche e il sapore dolcemente fine. Da aquistare direttamente in cantina (prezzo sui €20,00), online non ne trovo traccia.

Abbinamento: C’è chi definisce il Centesimino passito come vino da meditazione. A me viene in mente un solo grande accostamento: il cioccolato! Non sono molti i vini ai quali abbinare la cioccolata, ma questo sicuramente sì. Se poi volete proprio anche meditare, non c’è nulla di meglio di un calice accompagnato ai tartufi al cioccolato fondende: qui una ricetta semplice e buonissima. E tra i vostri pensieri zen, vedrete che uno tira l’altro!

Centesimino e tartufi cioccolato

Foto tratta da www.buonissimo.it

Per Concludere

Spero che questo ‘dolce’ articolo vi sia piaciuto e l’abbiate trovato interessante. Conoscevate già questi vini dolci e passiti di Romagna? Dai più popolari ai più rari, devo dire che la nostra terra riserva sempre delle belle sorprese. Provate qualche bottiglia se ne avete l’occasione, ma anche le ricette. Fatemi sapere come va con la cucina ma soprattutto se gli abbinamenti sono di vostro gradimento. Aspetto commenti e suggerimenti, mi raccomando!!


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